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June 03 Maggio 30, 2009...4:34 pm
Hotel “Rama Palace” e ristorante “Luna Rossa”. Ecco l’inaugurazione
Finalmente a Napoli si comincia a pensare sul serio alla promozione del territorio, delle tipicità e delle potenzialità di sviluppo che da tutto ciò potrebbero derivare come turismo, accoglienza ed espansione occupazionale. Lo si è notato attraverso un convegno svoltosi al “Rama Palace Hotel” di Casalnuovo dove nel centro congressi “Caruso”, in occasione di presentazione a stampa del nuovo albergo quattro stelle con ogni confort, si è parlato di prodotti tipici campani. Creare una casa dell’accoglienza del turista, perchè tale si può definire un albergo che si propone come obiettivo di ospitare non solo il turista ma anche e soprattutto tanta clientela che viaggia per lavoro e quindi desidera trovare la massima ospitalità quando rientra per riposare o continuare a lavorare è stata una bella impresa che ha valorizzato il territorio. Dal centro direzionale di Napoli con i suoi uffici commerciali ed imprenditoriali, all’area industriale di Pomigliano d’Arco, con tutte le nuove realtà produttive di vario livello che si affacciano sulla zona che le raccorda, c’è ora, in Viale dei Tigli 78, l’hotel Rama che tutta la famiglia Servillo, titolare dell’impresa, (Ing. Raffaele Servillo Amministratore, Arch. Vanni Servillo, Sales & Marketing Manager, Giuseppe Servillo direttore, Carmen Servillo Ammistrativista ), vuole portare sicuramente a grande successo coccolando il cliente al motto di “Un Uomo senza vizi è come un sonno senza sogni”. La serata di presentazione ai tanti intervenuti è iniziata con un convegno organizzato dall’ Associazione maîtres italiani ristoranti e alberghi al quale ha preso parte il fiduciario della sezione napoletana del sodalizio, Giuseppe Di Napoli. Il socio Amira Nello Ciabatti ha presentato, con la sua solita grande professionalità, l’incontro studiato per promuovere i prodotti tipici dell’enogastronomia campana. A questo hanno preso parte Emanuela Russo, P.R. di Cantine Astroni, che attraverso la proiezione di slides ha illustrato ai numerosi ospiti che affollavano la sala i successi dell’azienda ottenuti grazie ad un grande impegno per una seria e genuina produzione di vini legata ai vigneti ed in particolare quelli situati alle pendici del cratere degli Astroni, nel cuore dei Campi Flegrei. Alle informazioni fornite dalla Russo, continuando il discorso su questi vini presentati con il motto che l’azienda intende perseguire ”Il territorio nel bicchiere”, ha fatto seguito una degustazione guidata dal Delegato Ais dei comuni vesuviani, Pasquale Brillante. Sono inoltre intervenuti al dibattito Antonio Michele Trimarco, presidente nazionale degli assaggiatori di olio “Oleum”, Alberto Alovisi, presidente dell’Ada Campania, Alfonso Cascella, ex vice presidente nazionale dell’Aibes, Annamaria Riccio, consigliere nazionale Fnsi, Ciro Iengo, assessore del comune di Ercolano, il modello Ciro Zinocchi e gli attori Luca Riemma e Biagio Gragnaniello. Appena terminati gli interventi convegnistici si è passati alle degustazioni di piatti elaborati dallo chef della struttura Basilio Avitabile e dal pizzaiolo Nino Bosco, mentre un nutrito numero di hostess della Palmieri Agency, dirette da Salvatore Sibilio, maître del “Luna Rossa”, ristorante della struttura ospitante l’evento, capeggiati da Dario Duro, che nell’Amira riveste gli incarichi di P.R., responsabile delle attività dell’associazione e dei rapporti con i giovani amirini, di conseguenza impeccabile organizzatore insieme a Flavio Amirante della serata voluta da Di Napoli e Sorvillo, si prodigavano per dirigere un ottimo servizio di sala. Le degustazioni oltre a far assaporare agli ospiti le specialità offerte dalla casa, hanno messo in luce numerose prelibatezze gastronomiche messe a disposizione dalle aziende “Velleca” olive, “Gusto & Passione” prodotti tipici regionali, “Savarese Natale Domenico” di Vico Equense, con i particolari , “Filab” Filera latte bufalino di Bellizzi, il biscottificio “Pezzullo” di Frattamaggiore, del pastificio “Mastro Antonio” di Nola, il salumificio “Spiezia” con una vasta gamma di salumi dagli inconfondibili sapori e la “Società Agricola San Marco”di Giugliano in Campania con le sue produzioni di , ed i particolarissimi . Sono stati in tanti i particolari buongustai attratti dai cavoli rapa, a molti sconosciuti, che per la loro forma prima e per il loro sapore gradevolissimo poi hanno chiesto ad Angela Canciello, presente in sala per l’azienda, di intervenire al microfono per descrivere le particolarità del prodotto. Il tutto è stato ovviamente accompagnato dai vini di Cantina Astroni che, dalla Falanghina “Astro” spumante Vsq a quella ferma dei Campi Flegrei “Strione” Doc alla nuova produzione di vino da uve “Catalanesca”, hanno dato il tocco di classe alla serata. La serata trasmessa in diretta da “Radio Punto Zero” è stata allietata dalle note del musicista Vittorio Capo.
Giuseppe De Girolamo May 15 il giornale on line ha pubblicato tale articolo completo di foto!
Far riscoprire piatti dimenticati appartenenti alla tradizione degli esperti cuochi che cucinando per i Reali acquisivano il titolo di Monzù (riduzione del francese monsieur), che permetteva di identificarli quali esponenti delle massime gerarchie gastronomiche, è solo una delle finalità del Convivium proposto dall’appassionato enogastronomo Rosario Izzo, gestore con successo di catering in enti pubblici ed ultimamente titolare del ristorante e pizzeria “Napoli 1820” in via A. Gramsci 11 D a Napoli. L’idea di un Convivio è scaturita dall’opera dantesca del 1300/1307 che intendeva offrire un “banchetto di sapienza”, secondo il termine latino “Convivium” che significa appunto “banchetto”. Se, come sappiamo, la gastronomia partenopea raggiunge vertici di assoluto prestigio alla corte dei Borbone alla fine del Settecento ed inizio Ottocento, non mancano testimonianze delle prelibatezze culinarie elaborate da un gran numero di cuochi già prima di quest’epoca e poi ovviamente sempre più sino ai giorni nostri. E’ questo che Izzo vuole riproporre: la tradizione cuciniera verace, rispolverando l’annuncio di Pulcinella al suo popolo: “pe’ mare nun ce stanno taverne” o risalendo ad un antico detto che recitava: ”Amici miei, magnammo e po’ bevimmo ‘nfine ca ‘ncè stà ‘uoglio alla lucerna! Chi sa si all’auto munno ‘nce vedimmo! Chi sa si all’auto munno ‘ncè taverna!”. I convivi sono partiti con una conferenza stampa per la presentazione, ai mass media ed alle autorità, degli eventi che si svilupperanno a Napoli 1820, in cui sarà protagonista il consumatore, il destinatario delle attenzioni del cuoco e del ristoratore che mireranno a percorrere il territorio attraverso la scoperta o riscoperta dei prodotti originali del nostro mare, dei nostri terreni e delle nostre risorse agroalimentari e vitivinicole con quel loro carattere di unicità e tipicità per proporlo al cliente. Sarà “’o < rraù > o ragù che faceva mammà” o altre ricette rifacentesi a quelle di gradi cuochi, come Vincenzo Corrado che nel libro comparso a Napoli nel 1773 “Il Cuoco Galante” offre elementi concreti della buona cucina attraverso il suo manuale organico di gastronomia, o ancora prendendo spunti dal trattato di “Cucina teorico pratica” di Ippolito Cavalcanti, pubblicato sempre a Napoli nel 1837, a guidare le tavole “Convivum” proposte dal locale sito tra la villa comunale di Napoli e Piazza Sannazzaro. Un’indicazione costruttiva attraverso i grandi nomi della gastronomia per cucinare nel modo tradizionale e storico che ha fatto emergere la Campania rendendola nota nel mondo per la sua cucina con l’utilizzo dei prodotti del territorio come materia prima, a cominciare dal pescato che per il suo “Napoli 1820” Izzo riesce giornaliermente a reperire dal nostro mare attraverso una rete di pescatori di sua conoscenza. Il locale, in cui Izzo esercita anche la professione di Executive chef e maestro della pizza, è dotato di un ottimo forno a legna per la nota “Pizza napoletana” e si avvale di Ciro Todisco, esperto maestro dell’impasto per le “palline per pizza”, la loro lievitazione, la farcitura e la cottura in forno secondo i dettami ed i segreti delle antiche pizzerie napoletane. Indubbiamente niente nouvelle cuisine, né porzioni ridotte come solitamente usano fare i grandi chef per meglio presentare un piatto e lasciando così desiderare un altro boccone al cliente ma anche meno sofisticazioni, lo strumento di valutazione è proprio il cliente al quale verranno chiesti pareri sui piatti serviti, i suoi commenti e consigli per migliorare. A conclusione di un pranzo devono restare impressi i sapori dei prodotti utilizzati per i succulenti piatti degustati, avere la conoscenza trasmessa dallo chef Marco De Cesare o da Izzo che partecipano così al “banchetto di sapienza” illustrando e descrivendo all’ avventore, partecipe del “Convivium”, informazioni sulle stesse pietanze legate alla tradizione napoletana e lasciando il piacere di gustare il tutto con il tocco finale del conto fortemente contenuto, nel rispetto del binomio qualità – prezzo. “Napoli 1820” fa riscoprire antiche pietanze e golosità rigorosamente partenopee, come quelle degustate nella serata del via ai Convivi durante la quale è stato possibile solo avere un accenno delle tante leccornie che d’ora in poi sapremo dove trovare. Hanno dato il loro apporto alla manifestazione due simboli della rappresentatività dei prodotti di nicchia della Campania: Pasquale Imperato produttore del pomodorino del Piennolo del Vesuvio e Alessandro Palmieri addetto marketing e comunicazione di Feudi di S. Gregorio azienda produttrice dei pregiati vini del nostro territorio. Imperato, strenuo difensore delle proprietà uniche di questo prodotto, organizzatore di eventi e battaglie per difenderlo, riproporlo e fargli ottenere il giusto riconoscimento in campo nazionale ed europeo. Feudi di S. Gregorio azienda impegnata nella produzione dei famosi vini da storici vitigni che hanno permesso alla Campania di inserirsi al terzo posto tra le regioni italiane, dopo Piemonte e Toscana, per la qualità con il marchio DOCG ed essere classificata prima regione del meridione sempre per i tre vini che hanno ricevuto questo riconoscimento: il Taurasi, il Greco di Tufo ed il Fiano di Avellino. Palmieri insieme ad Armando Filippetti agente per Napoli di Feudi di S. Gregorio hanno offerto agli ospiti una descrizione tecnica di produzione, abbinamento e degustazione sia per lo spumante Dubl Falanghina che per il Dubl Aglianico spumante Rosè continuando poi con il Greco di Tufo Cutizzi e con il rosso Aglianico Rubrato, in abbinamento alle leccornie degustate nella serata di presentazione del Convivio.
Alla presentazione del convivio, oltre ad un gran numero di giornalisti, sono intervenuti Rosario Lopa in rappresentanza del Ministero delle Politiche Agricole e Forestali, Vincenzo Colimoro, presidente dell’Associazione della Stampa napoletana, Ciro Di Dato, presidente nazionale di “Assoimpero” l’associazione degli imprenditori, Andrea Riccio presidente di “Vesuviamo” associazione per la tutela di uno dei nostri più tipici prodotti i “Pomodorini del piennolo” insieme al produttore di questa delizia del Vesuvio Pasquale Imperato, il maestro della canzone e storico dei luoghi, della vita e delle tradizioni napoletane Carlo Missaglia, il direttore generale del quotidiano “Roma” Maurizio Fabozzi, i fiduciari della Campania delle categorie dell’ospitalità, Francesco Reder per l’Aibes, Alberto Alovisi per l’Ada e Giuseppe Di Napoli per l’Amira. May 10 ..... Il primo Convivio si svolgerà lunedì 11 maggio alle ore 19.00, quando Izzo aprirà le porte del proprio ristorante ai mass media illustrando anche praticamente gli obiettivi che si è prefisso di raggiungere..... May 06 sxo ke x venerdì si trovi una soluzione....
mi fa trp piacere sapere ke nessuno crede in me....
l avranno in culo tutto quanti
quando vedranno dove arriverò con le miesole forze
AFAMMOKK May 01 lunedì grande evento
poi vi svelerò
(sperando che accada)
quello ke è successo!
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